Prossimamente YOUND andrà per qualche giorno, in quanto intendiamo cambiare la piattaforma del nostro sito.
Perciò niente panico e attendete fiduciosi il ritorno del vostro fornitore preferito di sottotitoli, che si presenterà in una rinnovata veste grafica...
Il tribunale ha appena deciso: Peter è stato condannato a dieci anni per omicidio. Una giornalista scopre che Peter ha avuto problemi fin dall'infanzia. Con la madre aveva un rapporto edipico mai risolto, mentre il padre lo disprezzava e lo teneva legato a sé tramite i soldi. Da sposato, Peter conosceva un solo modo per farsi benvolere dalla moglie: comprarle tutto quello che voleva. Una volta perso il lavoro, Peter ha ucciso un uomo che maltrattava il figlio drogato proiettando in quel gesto tutte le sue frustrazioni. Dramma realistico, ispirato a un fatto realmente avvenuto, condotto con il ritmo di un film nero americano.
(da film.tv.it)
Film tv di Rainer Werner Fassbinder per il primo canale (Ard) della televisione tedesca, andato in onda per la prima volta il 23 marzo 1976. Mai trasmesso in Italia.
Un gruppo di gitanti a spasso in un bosco sono costretti con la forza a partecipare a una festa in villa con pranzo all'aperto. Quando, però, uno degli invitati si allontana furtivamente, l'umore dell'anfitrione si guasta: comincia la caccia allo scomparso.
2° film di Nemec dopo il clamoroso esordio in I diamanti della notte. Scatenò a Praga, dove gli fu assegnato un premio della critica, un largo dibattito culturale dopo il divieto ufficiale che fu tolto soltanto durante la primavera del 1968. Trasparente apologo, incline all'allegoria, sul regime totalitario, generatore di intolleranza e conformismo. Il pur abusato aggettivo kafkiano gli si addice per la fredda ira espressa con un linguaggio beffardamente classicheggiante in un contesto di acceso surrealismo. Insistenti primi piani in cui gli sguardi degli interpreti non professionisti – tra cui il regista Schorm, il fuggitivo – sono spesso rivolti in macchina, cioè allo spettatore come per interrogarlo.
(dal Morandini)
Londra, primi anni del Novecento. Il botanico Molyneux e lo scrittore di gialli Chapel sono la stessa persona. Il primo è ingiustamente accusato di uxoricidio, il secondo indaga sul caso finché s'imbatte in un assassino di macellai che intende ucciderlo.
2° film di Marcel Carné e nascita di un quartetto che lascerà un segno nella storia del cinema francese: Prévert sceneggiatore-Carné regista-Jaubert musicista-Trauner scenografo. Un cast straordinario. 23 giorni di riprese. Un cocktail perfetto di comicità, senso dell'assurdo, paradosso. Quando uscì fu un fiasco, anche critico. Vent'anni dopo era già un film mitico. Un sottotesto anarchico e libertario, tipicamente prevertiano, dove si prendono di mira le colonne dell'ordine costituito: borghesia, polizia, clero.
(dal Morandini)
Ludivine, una ragazza che si comporta da maschiaccio, ha preso in odio il troppo educato Delphin. Essendo stata catturata e punita, desidera la morte di lui e di suo padre. Quando quest'ultimo muore, però, lei si sente in colpa e prende Delphin sotto la propria ala protettiva.
Film poco conosciuto, "Le diable au coeur" rappresenta tuttavia un'esperienza singolare nella carriera di Marcel L'Herbier. Primo suo lavoro ad essere ripreso con pellicola pancromatica, il film sfrutta ed esplora il canonico tema della tempesta in una maniera insolita per l'epoca. La sua sperimentazione figurativa ne fa uno dei più interessanti film "marittimi" dell'era del muto.
Il corto è stato presentato nel 1987 al 31° London Film Festival e ha ottenuto una nomination ai premi BAFTA come miglior cortometraggio dell’anno.
Il corto è costituito da una serie di brevissime scene che coinvolgono due personaggi alla volta. I protagonisti sono Joy, commessa di una farmacia; Clive, un uomo che comunica solo attraverso barzellette e battute spiritose, con le quali cerca di conquistare Joy; Charlene, una ragazzina che non si sente amata dai genitori; Betty, la madre di Joy, che fa la parrucchiera in periferia e che non ci sta più tanto con la testa.
da www.sottodiciottofilmfestival.it
Dal romanzo di Bohumil Hrabal. Nei primi anni '50, a Kladno (Cecoslovacchia) un deposito di rottami metallici è trasformato in campo di rieducazione per borghesi (intellettuali, bottegai, ragazze che hanno cercato di espatriare clandestinamente), costretti a un lavoro manuale. Satira con gli artigli di velluto, tragicommedia che ha la finezza di un merletto e la grazia quieta di un acquerello, questo apologo dal passo leggero sull'assurdo quotidiano e la stupidità burocratica di un regime stalinista fu iniziato durante la "primavera di Praga" del '68, terminato nel '69, proibito dalla censura, disseppellito vent'anni dopo. Vinse, ex aequo con Music-Box di Costa-Gavras, l'Orso d'oro 1990 a Berlino.
(dal Morandini)