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Yound News
Oggi alle 10:23:17 da MrWhite | Views: 9 | Comments: 0
Ambientato nel Giappone del dopoguerra, il film descrive la vita densa di tumulti di una donna che, violentata due volte da un uomo, ogni volta rinasce e tenta di compiere il suicidio d'amore ma sopravvive sempre. Si può pensare ad una allegoria in cui la donna rappresenta il popolo giapponese e l'uomo che la violenta si può associare, invece, alla figura di un rivoluzionario che con il suo atto dà nuova vita alla popolazione. L'accostamento di Ôshima, che si può riassumere in sesso=politica, viene descritto in modo molto crudo, grazie anche al forte contrasto creato dallo schermo in bianco e nero. (mymovies.it) Traduzione: Anonymous Scarica i sottotitoli da qui
16 Maggio 2012, 09:41:46 da MrWhite | Views: 20 | Comments: 0
 "Ero su una nave - sembrava quasi un romanzo: mi ero appena imbarcato per il Venezuela il 2 giugno 1967 e contemporaneamente lo Scià di Persia stava arrivando a Berlino Ovest. Nell'occasione ci furono delle proteste, uno studente fu ucciso, e una nuova forma di movimento di opposizione era nato. L'idea per questo film mi è venuta mentre ero ancora a bordo della nave. Il film è strutturato come uno spot. Il film prende una metafora alla lettera: le parole possono diventare armi. Tuttavia, mostra anche che queste armi sono fatte di carta. Questa arma mette in imbarazzo lo Scià e sua moglie, loro indossano dei sacchetti di carta sulle loro teste con le facce disegnate - lo stesso tipo di borse indossate dagli studenti iraniani per nascondere la loro identità dalla Savak, il servizio segreto iraniano, nel corso delle manifestazioni. Quando ho mostrato questo film in pubblico alla fine degli anni Sessanta, è stato molto lodato. Penso che la gente poi abbia compreso che l'ovvietà è anche una forma di ironia. Tale capacità è stata persa qualche anno più tardi. Ma credo che oggi stia tornando." Harun FarockiTraduzione: Jago71 Scarica i sottotitoli da qui
13 Maggio 2012, 13:55:46 da MrWhite | Views: 19 | Comments: 0
Dopo sei anni passati in cima a una colonna alta venti metri, nei pressi di Aleppo (Siria), il monaco Simone è trasportato dal Maligno, in jet, dal V al XX secolo e lasciato in una discoteca di New York. Film breve, perché incompiuto, ma non minore, compendia le qualità di Buñuel. Trasparenza della forma, limpidità dell'aneddoto, densità dei temi. È il suo film più settecentesco. Grande ricchezza fantastica e grottesca. Le metamorfosi del Diavolo (meglio: i travestimenti di Silvia Pinal), personaggio di esplicita carica blasfema, sono la vera novità del film che non fu terminato per colpa del suo produttore Gustavo Alatriste. Leone d'argento e premio Fipresci a Venezia 1965. (dal Morandini) Traduzione: Jago71 Scarica i sottotitoli da qui
10 Maggio 2012, 14:32:21 da MrWhite | Views: 20 | Comments: 0
1981, carcere di Imrali, isola dell'Egeo: cinque detenuti ottengono una settimana di licenza da passare in famiglia. Uno di loro muore, raggiunto dalla vendetta del clan familiare; un altro dovrebbe uccidere la moglie adultera in obbedienza alle tradizioni; il curdo Omer si dà alla macchia sui monti. Caso più unico che raro di un film scritto in carcere da un regista - Yilmaz Güney, n. 1 del cinema turco -, girato dal suo ex aiuto e amico Gören su precisi suggerimenti epistolari e infine montato in Svizzera dallo stesso Güney che nel frattempo, usufruendo di un permesso, era evaso. Appassionato film in presa diretta sulla realtà sociale e politica della Turchia in regime militare, svolge con linguaggio limpido, severo ma mai greve, un discorso sulla continuità tra il "dentro" e il "fuori" del carcere: l'uno è il seguito e il complemento dell'altro. Caso raro di un film in cui la passione non esclude la riflessione. Palma d'oro a Cannes 1982 ex aequo con Missing di Costa-Gavras. (dal Morandini) Traduzione: Jago71 Scarica i sottotitoli da qui
05 Maggio 2012, 12:24:42 da MrWhite | Views: 56 | Comments: 0
Dal romanzo L'eau des collines (1962) di Marcel Pagnol: l'ostruzione fraudolenta di una sorgente sconvolge la vita di un villaggio della Provenza e provoca la morte di Jean de Florette (Depardieu) che aveva comperato un terreno. Sua figlia Manon (Béart) scopre i colpevoli. La 2ª parte del film - Manon delle sorgenti, 114 minuti - si svolge dieci anni dopo. A differenza di Pagnol, che aveva girato - 10 anni prima di scrivere il romanzo - Manon des sources (1952), facendone un canto di amore e di luce, Berri e il suo sceneggiatore Gérard Brach ne fanno una lettura in chiave di tragedia o, meglio, di melodramma rusticano. Grande successo di pubblico in Francia e critica divisa. Tra un Depardieu sopra le righe e un Montand di aguzza sobrietà nella parte del feroce Le Papet, spicca Daniel Auteuil, eccellente Ugolin. (dal Morandini) Traduzione: Anonymous Scarica i sottotitoli da qui
01 Maggio 2012, 17:53:09 da MrWhite | Views: 54 | Comments: 0
Piccola storia d'amore tra due adolescenti a Parigi: Daniel, figlio di un modesto taxista, è appassionato di cinema; Lauren, americana figlia di benestanti, legge Heidegger per non annoiarsi. Quando i genitori di lei decidono di tornare negli Usa, i due fidanzatini fuggono prima a Verona e poi a Venezia, attratti da una leggenda sull'amore eterno e aiutati da un anziano ladro gentiluomo. Tratto da un romanzo di Patrick Cauvin, diretto dallo stesso regista di La stangata e di Butch Cassidy, è il film d'esordio dell'attrice hollywoodiana Diane Lane e uno degli ultimi con protagonista Laurence Olivier, uno dei massimi interpreti del '900. Premio Oscar 1980 a Georges Delerue per la miglior colonna sonora. Traduzione: Jago71 Scarica i sottotitoli da qui
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